Il romanzo narra una storia di follia e disperazione, alternando gli aspetti fortemente drammatici della vicenda ad un’ ironia di fondo che riflette la concezione del mondo del protagonista, il quale fugge da rapporti umani profondi a causa di una sofferenza che affonda le proprie radici nell’infanzia.
Sullo sfondo dei fatti, la solitudine e la sottile violenza alla base della convivenza nelle grandi città, il comportamento nel traffico quale indizio del degrado dei rapporti tra esseri umani, la semplicità con cui ci si può buttare via nel mare di tempo perso, l’asma del protagonista come metafora di un malessere invisibile eppure profondamente radicato nell’anima.
Sotto un paio di offerte molto convenienti riguardanti l’acquisto di un appartamento in multiproprietà da qualche parte in Sud America, trovò il fascicolo riguardante l’incidente. Lo aprì distrattamente e, tra le pagine del rapporto della stradale, notò le foto della vittima, Giulia Minervini. Osservò gli scatti che ne ritraevano il corpo disteso sul selciato, poi, quando vide la foto-tessera allegata alla documentazione, venne colto da una improvvisa angoscia. La conosceva. Aveva già visto quel volto da qualche parte. Ma ora quello stesso volto, che ricordava attraversato da un timido sorriso in un contesto indefinito, era macchiato di sangue e contratto in una smorfia grottesca. Le braccia, aperte e distese, abbracciavano il vuoto della morte. Gli occhi, spalancati, sembrava stessero guardando proprio lui. Non li avrebbe mai più dimenticati.