mercoledì, 30 aprile 2008
Beh...ci sono ancora!!!!
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martedì, 18 settembre 2007

Il romanzo narra una storia di follia e disperazione, alternando gli aspetti fortemente drammatici della vicenda ad un’ ironia di fondo che riflette la concezione del mondo del protagonista, il quale fugge da rapporti umani profondi a causa di una sofferenza che affonda le proprie radici nell’infanzia.

 

Sullo sfondo dei fatti, la solitudine e la sottile violenza alla base della convivenza nelle grandi città, il comportamento nel traffico quale indizio del degrado dei rapporti tra esseri umani, la semplicità con cui ci si può buttare via nel mare di tempo perso, l’asma del protagonista come metafora di un malessere invisibile eppure profondamente radicato nell’anima. 

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martedì, 18 settembre 2007

Sotto un paio di offerte molto convenienti riguardanti l’acquisto di un appartamento in multiproprietà da qualche parte in Sud America, trovò il fascicolo riguardante l’incidente. Lo aprì distrattamente e, tra le pagine del rapporto della stradale, notò le foto della vittima, Giulia Minervini. Osservò gli scatti che ne ritraevano il corpo disteso sul selciato, poi, quando vide la foto-tessera allegata alla documentazione, venne colto da una improvvisa angoscia. La conosceva. Aveva già visto quel volto da qualche parte. Ma ora quello stesso volto, che ricordava attraversato da un timido sorriso in un contesto indefinito, era macchiato di sangue e contratto in una smorfia grottesca. Le braccia, aperte e distese, abbracciavano il vuoto della morte. Gli occhi, spalancati, sembrava stessero guardando proprio lui. Non li avrebbe mai più dimenticati.

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mercoledì, 12 settembre 2007
La neverending story di Asma sta giungendo al termine!!! Presentazione del romanzo confermata!!!!!!!!!!!!!!!

DOMENICA 30 SETTEMBRE ORE 1130
LIBRERIA GREMESE
VIA COLA DI RIENZO 136


Vi aspetto!!!!
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categoria:presentazione, romanzo
venerdì, 07 settembre 2007
Da oggi torno a scrivere sul mio blog!!!
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mercoledì, 14 febbraio 2007
Lo scoop di oggi..
 
Gentili lettori, riportiamo qui di seguito il drammatico resoconto di una intervista effettuata dal compianto redattore Oreste Puzzolafredda a Mkongo Mbongo, il cuoco Zulù che sembra abbia preparato la mistura venefica che ha ucciso il mai dimenticato campione di ciclismo Fausto Coppi. Per i contenuti crudi di questo pezzo di storia del giornalismo, se ne sconsiglia la lettura ai bambini ed agli operatori del settore alimentare.
 
Signor Mbongo, come ha potuto fare una cosa così terribile? “Mkongo, prego. E’sdado duddo un equivogo. Io volevo brebarare garbonara, ma invece di uova di gallina io usare uova di crotalo. Noi mangiare sbesso uova di crotalo, ma signor Coppi no tenere buono sdomago.” Ah, quindi è stata una micidiale mistura di uova di crotalo ad avvelenare il campione, signor Mbongo! “No, io pensare brobrio di no. Comungue io mi chiamare Mkongo, non Mbongo! Mbongo essere gognome di mia madre da nubile”. In che senso, proprio no? “perghè io, invege di pangetta, avere usado carne di salamandra. Salamandra essere animale cattivo. Guando è morda, molto velenosa. Suo sangue moldo acido. Noi mangiare spesso salamandra. Forse signor Coppi no tenere buono sdomago”. Cari lettori, questa è una notizia terribile. Secondo questa versione, il venerato campione è addirittura caduto vittima di un attacco incrociato che ha sicuramente minato fatalmente il suo organismo. “None, no no none!” Attenzione, il nostro stregone sembra essere preda di convulsioni! “No, no viddima di addaggo ingrociato. Ora ti raccontare. Dopo dolce, tiramisù faddo in casa con chele di scorpioni indrise di veleno che Signor Gobbi avere mangiado avidamende,..” Ahh..finalmente sappiamo! Il colpo di grazia!! Il veleno dei temibili scorpioni africani non ha dato scampo al campione!! “Magghé!! Sdavo abbundo digendo che nosdro sdregone, poiché vostro amigo avere mangiado troppo, avere langiato su di lui maledizione. Per guesdo lui morire!” See, a coso, a Mbongo, mò me vorresti fa' crede che…”Aahhrghh! Io chiamare Mkongo, non Mbongo. Ora basda. Tiè, tiè e angora tiè!!!”
 
Gentili lettori, questo reportage è stato ritrovato in una bottiglia portata dalle acque del Nilo. Come abbiano fatto a far entrare una videocassetta in una bottiglia rimane un mistero. Ma l’Africa misteriosa è per l’appunto piena di misteri. Il Cacchio porge un sempiterno omaggio al nostro valoroso collega caduto nell’ adempimento del proprio dovere.
 
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giovedì, 01 febbraio 2007
L’idea mi era venuta guardando la televisione. Ero lì sdraiato, come tutte le sere da un po’ di tempo. C’era una cosa tipo il festivalbar. E tutta quella gente in piazza. Allora sono andato allo specchio. Me lo sono chiesto davanti allo specchio. Perché hai smesso di suonare, coglione? Ma lo sai bene il perché: ti sei sposato con Francesca. La ragazza che abitava al piano di sotto. Che banalità! E ci hai pure fatto una bambina. Sei diventato un padre di famiglia, ufficio dalle nove alle sei eccetera eccetera. E adesso? Adesso Francesca non c’è più, ti ha mollato. E si è portata pure via la bambina. E tu stai qui a guardare la televisione. Basta. Basta. Quest’anno torno a fare la stagione. Un’altra estate, come ai vecchi tempi. In fondo, sono solo passati sette anni. E sono ancora bravo a farlo, il piano bar. Ci vado, punto. Allora mi sono scolato il whisky, sono andato in cantina e ho tirato fuori la tastiera. E’ stato proprio lì che l’incubo è cominciato.
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categoria:scrivere, incipit, romanzo
mercoledì, 31 gennaio 2007
MALASANITA’ A ROMA
 
Un ennesimo episodio di malasanità si è registrato ieri in un ospedale di Roma. Ad un vecchietto, che si era presentato per avere informazioni sull’uso del Viagra, addormentatosi su di una barella a causa del protrarsi dell’attesa, sono state asportate le orecchie, e sostituite con due bizzarre antenne. Il primario del reparto, il dottor Mengele, giustifica così il clamoroso errore: “E va beh, ce stava, stava sdraiato, l’avemo operato” spiega con un buffo accento tedesco. “Comunque l’operazione è perfettamente riuscita. Il paziente è adesso manovrabile con il mouse o con un joystick. Non capisco tutto questo chiasso e tutto questo interesse da parte dei media. Non possiamo certo condurre esperimenti di questo genere sui topolini: la ricezione di alcuni programmi, in particolare Telemontecarlo, non sarebbe ottimale”.
Questa sporca storia la dice lunga sui misteriosi esperimenti di biogenetica tuttora in atto in Italia. E’ di ieri la notizia che in una trattoria dei Castelli Romani è stato clonato un tacchino. Che c’è di strano, direte voi? Beh, il tacchino in questione era già ripieno di peperoni e melanzane. Una critica? Mancava un po' di sale. Questa notizia fa il paio con quella della fuga, in circostanze misteriose, di un superpollo con otto cosce da un laboratorio di ingegneria genetica di Zagarolo, dove il pollo stesso era stato creato (diciamo assemblato). Infatti, per garantirne morbidezza alle carni, era stato aggiunto Coccolino concentrato alla sequenza del suo DNA. Per semplificare l’operazione di taglio alle massaie italiane con sempre meno tempo a disposizione, Superpollo era stato fustellato, applicando nei punti giusti una linea tratteggiata con il simbolo delle forbici. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, Superpollo ha eluso la ferrea guardia del suo secondino con un poderoso super-chicchiricchì, stordendolo ed appropriandosi delle chiavi del laboratorio. Una volta digitata la password per disattivare il sofisticatissimo dispositivo d’allarme a manovella, il Superpollo si è dileguato ricorrendo all’autostop.
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martedì, 30 gennaio 2007
Le canzoni siamo noi: ora in posa, ora in movimento. L’ immagine che si percepisce è un continuo divenire, e ciò che i nostri sensi ci rimandano è un’impronta di quello che eravamo allora. Allora era il sogno di ciò che siamo adesso.
 
 
ANCORA IN VIAGGIO                                        
 
 
 
Che voce che hai, è così strano ritrovarti dopo tanto tempo che non ci sentiamo
Dopo tutte quelle cose che ci siamo detti dopo tutte le cazzate di quei giorni maledetti
Comunque resto sempre dell’idea che quando
si scioglie il patto ed i ricordi vanno dissolvendo
L’amore si trasforma ma lo senti accanto
per tanto tempo t’accompagna con il riso e con il pianto
E quante volte a luci spente ho fantasticato di noi
Quante volte in mezzo alla gente ho inciampato nei passi tuoi
 
Ma non ho imparato a vivere, non mi so vendere mai
Senza rete e senza regole posso dirti solo che
 
La vita mia non è una casa di cemento, è solo una bugia
E devo stare sempre attento, dare valore a ogni momento, perché sai
Che con il vento forte a volte puoi volare via
Ed ha bisogno di coraggio
La frenesia di un cuore in viaggio.
 
Impercettibilmente il fatto di conoscerti ha cambiato il modo in cui percepisco
Tutto quello che mi ruota attorno ed io capisco
Che rimpianto è una parola grossa e può confonderti
Rivivo scene d’ordinaria quotidianità il tuo viso senza trucco che rivela
Inquietudine, incertezza ma sincerità
Mangio la parte più cattiva della mela
 
Ma ho imparato a sopravvivere, ormai mi viene facile
Questo tempo un po’ cannibale divora tutti i sogni e….
 
La vita mia non è una casa di cemento, è solo una bugia
E devo stare sempre attento, dare valore a ogni momento, perché sai
Che con il vento forte a volte puoi volare via
Ed ha bisogno di coraggio
La frenesia di un cuore in viaggio
 
Sono ancora in viaggio,
sono ancora in viaggio.
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venerdì, 26 gennaio 2007
 
Poiché tutti sono in questi giorni consapevoli dei rischi di contrarre insidiose malattie provenienti dalle altre specie animali, in questa coraggiosa rubrica vogliamo rendervi consapevoli di ciò che solo pochi sanno: ci sono altre angoscianti minacce alla nostra salute nel prossimo futuro!
 
Dalla trasmissione: ammalàti e ammàlati, la stranieripensieri inc. è lieta di presentare un' approfondita analisi su:
LA DIARREA EQUINA
Signori e signori,
 
La malattia oggetto della nostra analisi nel numero odierno è la diarrea equina. Il pericolo è grande, se è vero che il celebre zoologo Pippo Baudo ha dichiarato: “La mucca pazza ha modificato le nostre abitudini alimentari, l’afta epizootica ha rischiato di rendere la porchetta un miraggio, la sars ci ha costretto a schifare il petto di pollo: la diarrea equina ci seppellirà!” Il povero cavallo colpito da questa terribile malattia infatti produce nell’arco delle ventiquattr’ore una quantità di escrementi pari al doppio del proprio peso corporeo. Tant’è che la domanda ricorrente presso l’équipe di medici che studia il virus è: “Ma da dove c.. la prende, tutta ‘sta m….?”
Ma questa spaventosa malattia, può essere trasmessa all’uomo? Purtroppo, cadere preda di questo terribile morbo è incredibilmente semplice: infatti, secondo le prime stime degli scienziati, basterebbe aver visto “Furia” da piccoli. Negli esseri umani, la fase acuta della malattia viene annunciata da orribili flatulenze, che causano alle vittime il disprezzo sociale e l’isolamento. Nella seconda fase, l’ammalato sviluppa una dentatura formidabile, sperimentando altresì un drammatico aumento di dimensioni dell’apparato riproduttivo ed al minimo appunto, anche sul lavoro, si imbizzarrisce scalciando violentemente chiunque gli capiti a tiro. Quindi si chiude in bagno, per poi uscirne a tarda sera con un viso magro ed affilato.
 
Ancora non si conoscono i possibili rimedi per questa malattia, ma ‘sti cazzi: il periodo di incubazione è di circa 96 anni; anno più, anno meno.
 
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